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    Ato Rifiuti, un’opportunità mancata per i consiglieri giovani di Montesarchio

    Scritto il 10 febbraio 2017 - 15:52

    MONTESARCHIO - La città di Montesarchio ha perso una figura di riferimento all’interno dell’Ato Rifiuti. Il sindaco Franco Damiano aveva designato tra i potenziali candidati il vicesindaco di Pannarano Iavarone. Un nome preso dal grande cilindro del Pd per ovviare a malesseri e mal di pancia vari lamentati dagli esponenti del partito dopo l’esito delle provinciali. Damiano ha puntato fuori dal suo consiglio comunale e soprattutto togliendo la possibilità a tre rampanti esponenti politici come Annalisa Clemente, Nicola Striani e Gaetano Mauriello di poter ambire addirittura alla presidenza visto che da statuto il presidente deve essere il più giovane degli eletti.

    Non c’è stata proprio trattativa nel Pd . L’elezione di Giovanni Campobasso aveva “esaurito” la capacità del sindaco di poter avanzare richiesta di nuovi importanti incarichi nell’ente di gestione dei rifiuti. E se Annalisa Clemente e Nicola Striani, oggi, sono già autorevoli rappresentanti della maggioranza, a rimetterci è stato sicuramente Gaetano Mauriello che avrebbe potuto sedere sullo scranno più alto dell’Ato. Un’occasione mancata? No, il primo cittadino potrebbe sempre giustificare la sua designazione seguendo una logica di opportunità politica. Ad oggi, infatti, Mauriello non risulta essere un tesserato del Pd così come la Clemente che fino a qualche tempo era simpatizzante del centrodestra. Più chiara la posizione di Striani che da tempo si è schierato apertamente e – se la genetica conta – poteva rioccupare un ruolo di primo piano seguendo le orme paterne (in passato presidente del Consorzio Bn2 con sede a Puglianello). Ma evidente l’Ato rifiuti non rientra più tra le priorità della famiglia Striani.

    Assunta Ferretta consiglio comunaleok

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