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    San Giorgio del Sannio/Raccolta firme l’apertura ininterrotta del cimitero dall’1 all’8 novembre

    Scritto il 3 novembre 2015 - 08:51
    san giorgio del sannio
    SAN GIORGIO DEL SANNIO – Riportiamo nota integrale della portavoce Rosanna Carpentieri del comitato  “Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia” relativa agli orari di apertura del cimitero nei giorni del ricordo dei defunti: 
    “Viste le enormi incongruenze riscontrate anche quest’anno, negli orari di apertura dei cimiteri nei giorni della festività dell’1 e il 2 novembre, incongruenze scandalose e per cui sarebbe minimale definire ignorante e folle l’amministrazione comunale che le dispone, il comitato Cittadini per la Trasparenza e la Democrazia propone una raccolta firme per consentire l’apertura ininterrotta dei cimiteri dall’1 all’8 novembre, eliminando la pausa diurna e consentendo l’apertura dalle 8 di mattino alle 20 di sera. 
    Sono purtroppo inammissibili gli orari di apertura e chiusura decisi dal comune in dispregio della cittadinanza e peccano di vistosa imbecillità se si considera che dopo la chiusura dei cimiteri (H 16) avviene la celebrazione della messa (H 16,30).
    Ha senso tutto questo ? 
    Poi, il sindaco si offende e reagisce con pretestuose, stra abusate e risentite querele per diffamazione (sic!), se l’operato dell’amministrazione comunale viene giustamente criticata e tacciata di ignoranza, superficialità e, certo, anche ovvia malafede: per la strafottenza con cui si ignorano le esigenze della cittadinanza e non si risolvono, non si fanno cessare situazioni di illogicità manifesta che a dire poco rasentano la” follia al governo della città” e mettono in difficoltà serie custodi cimiteriali e comunità ?
    Chissenefrega, abbiamo il diritto di parola, di critica e di proposta e lo esercitiamo, consapevoli di non essere in una dittatura, ma dei cittadini liberi e pensanti.
    Ricordiamo al sindaco Ricci, se lo avesse dimenticato, che la giornata di Ognissanti e del 2 novembre sono tradizionalmente dedicate all’immarcescibile ricordo dei cari scomparsi. E’ tradizione recarsi in visita al luogo di sepoltura, portando loro fiori, luci, preghiere e cibarie da condividere nella comunione spirituale con chi versa in quello stato che solo convenzionalmente e per ignoranza definiamo non vita ma che fa parte del mistero e dell’ignoto della vita.Non solo.
    Nel 998 Odilo abate di Cluny aggiungeva al calendario cristiano il 2 novembre come data per commemorare i defunti.
    Pertanto, il 2 novembre è giusto che anche le celebrazioni ecclesiastiche avvengano, anzichè nelle asfissianti e claustrofobiche quattro mura degli edifici ecclesiastici, sotto il cielo, il baluginante sole autunnale, lo sfarfallio cangiante di foglie stanche ma vive di colori e sotto il cielo stellato, all’aperto di quei luoghi che dovrebbero essere giardini che nutrirebbero con la loro vita segreta l’anima e la memoria… in compagnia dei propri cari non più visibili ma comunque in mezzo a noi come angeli guardiani delle nostre virtù e della nostra prassi quotidiana.
    Fa veramente specie che i parroci non facciano sentire la propria voce di ragionevolezza all’amministrazione comunale e non sottolineino l’incongruenza degli orari di chiusura dei campi Elisi, di fatto incompatibili con le messe da celebrare in quei luoghi sacri, divenuti sede di attività di profitto, campi calcistici e vele pubblicitarie, e soprattutto, non si immedesimino nella difficile posizione dei custodi cimiteriali che, ovviamente, salvo diverso ordine di servizio del Comune, sono tenuti ad osservare gli astrusi orari decisi dal’amministrazione.
    Ha senso che proprio durante la celebrazione della messa suoni cupo ed alieno manco fosse un allarme antincendio o per la pubblica incolumità… l’allarme di chiusura del cimitero e i vivi siano costretti ad uscire e lasciare i propri cari, mentre condividono in assemblea l’eucaristia ?
    Eppure, gli unici che sembrano non sentire quell’allarme non sono i vivi che restano basiti e  neanche i morti, ma proprio i parroci !
    Per concludere, su la testa ! Perchè il cielo, in terra e dentro di noi, ci appartiene”.

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