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    Tamponamento auto: chi ha colpa per l’incidente?

    Scritto il 30 agosto 2015 - 14:47

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    Una delle tipologie più frequenti di sinistro stradale tra veicoli è costituita dal tamponamento: benché il termine venga impropriamente usato per qualsiasi tipo di scontro, in verità il tamponamento si verifica quando un veicolo, proveniente da dietro, urti contro un altro veicolo posto davanti e procedente nella stessa direzione di marcia.

    Comunemente si suole dire che “chi tampona ha sempre torto”. In realtà non è così e la frase non descrive, con precisione, qual è il vero regime di responsabilità in casi del genere. Per comprenderlo, però, facciamo un passo indietro.

    In caso di incidenti, esiste il principio della “pari responsabilità” o anche detto “concorso di colpa”: in pratica, la legge presume, già solo perché c’è stato il sinistro, che entrambi i conducenti coinvolti abbiano colpa al 50%, a meno che uno di essi riesca a dimostrare:

    – di aver rispettato il codice e di aver tenuto una condotta di guida prudente;

    – che l’altro conducente ha violato le norme sulla circolazione stradale e le regole di prudenza.

    Solo con tale dimostrazione, la responsabilità – dacché era al 50% – può spostarsi totalmente a carico dell’altro conducente o ripartirsi tra i due secondo percentuali differenti (per es. 75% e 25%).

    In buona sostanza, si parte sempre da una presunzione di colpa al 50%, fino a prova contraria, ossia salvo che la parte non provi di aver fatto di tutto per evitare il danno.

    Questo principio, però, non vale più in caso di tamponamenti: al posto della co-responsabilità al 50%, si presume in automatico che chi tampona ha una responsabilità del 100% per lo scontro, salvo che questi dimostri di non aver potuto evitare l’impatto. In pratica, è sempre consentita la cosiddetta prova contraria.

    Dunque, non è corretto dire che “chi tampona ha sempre torto”, ma piuttosto bisognerebbe affermare che “chi tampona ha torto a meno che non dimostri che l’urto è avvenuto non per sua colpa”.

    Questo perché – secondo il codice della strada – il conducente di un veicolo deve essere sempre in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo del proprio mezzo, evitando collisioni con il veicolo che precede: l’avvenuta collisione pone a suo carico una presunzione di inosservanza della distanza di sicurezza, con la conseguenza che, non potendosi applicare la presunzione di pari colpa, il medesimo resta gravato dall’onere di dare la prova contraria.

    La “prova contraria” che libera da responsabilità il veicolo che ha tamponato consistente nella dimostrazione che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione sono stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili.

    Nel caso poi di tamponamenti a catena, la giurisprudenza afferma la responsabilità del conducente dell’ultimo veicolo della colonna soltanto quando questa sia ferma; nell’ipotesi di colonna in movimento, si ritiene invece applicabile la regola generale del concorso al 50% con conseguente presunzione di colpa in eguale misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante.

    GLI OSTACOLI IMPREVEDIBILI

    Esistono però delle situazioni in cui, anche in ipotesi di tamponamento, non vale la regola della presunzione di responsabilità integrale a carico di chi tampona. Si tratta dei casi in cui l’auto vada a sbattere contro ostacoli imprevedibili posti sulla carreggiata di marcia. Si pensi al veicolo che vada a finire contro un rimorchio fermo su un’autostrada perché staccatosi improvvisamente dalla motrice.

    In verità, in casi del genere, non si può neanche parlare di un tamponamento vero e proprio, ma solo di un impatto contro un ostacolo imprevedibile.

    Ebbene, come ha precisato la Cassazione in una recentissima sentenza , qui non vige la regola della distanza minima di sicurezza dal mezzo del precede, perché si tratta di ostacoli imprevedibili. La presunzione del mancato rispetto della distanza di sicurezza non riguarda il caso in cui il tamponamento sia il risultato di un ostacolo fisso e imprevedibile, come quello di un rimorchio si stacca dall’autotreno.

    Questo significa anche che, a differenza di quanto spesso verbalizzano le forze dell’ordine, il semplice urto non implica necessariamente una violazione.

    Fonte Laleggepertutti

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